Usi e Modi del Moleskine

Questo articolo, che riprende molti altri miei articoli ed estemporanei post di blog (che potete vedere a fine articolo), è dedicato ad Andrea Petromilli.

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Non mi dilungherò qui a parlare di questo prodotto. Ormai è diventata una moda globale, peraltro, almeno a mio avviso di utilizzatore appassionato, pienamente giustificata da un'effettiva qualità dello stesso. Unico dettaglio da approfondire è la quantità delle sue specifiche tipologie (classico, grande, piccolo, medio, sottile, spesso, morbido, etc…), e ancora di più le idee per ottimizzarne l'uso.

Per robustezza e comodità di trasporto, i moleskine classici, che hanno una copertina rigida e altre caratteristiche utili come un segnalibro e una tasca interna, risultano adatti per lo stivaggio di dati statici, da conservare e rileggere. Non è secondo me opportuno usarli per liste di cose da fare e annotazioni estemporanee: queste ultime preferisco scriverle in versioni più andanti, come i "quadernini moleskine" sottili, e in foglietti volanti da raccogliere in opportuni box per la successiva implementazione.

Il Nostro Journal Globale

Stiamo indirettamente parlando di journaling, cioè della prassi di scrivere tutto in una specie di diario globale. A cosa può servire la conservazione e la rilettura? A tante cose. In primis, ovviamente, a ricordare. Ma a cosa può servire ricordare? Cioè, per essere più precisi: perchè ricordare a lungo termine?

Molte risposte sono ovvie, intendiamoci. Da secoli la gente scrive, raccoglie memorie, le trasmette a sé e ad altri. Io però uso il mio journal per una finalità molto determinata: implementare e mantenere buone abitudini. Ci sono svariate cose che bisogna ricordare e che, per una miriade di ragioni, non si ricordano mai. La società, nel suo sollecitarci in modo altalenante e contraddittorio, tende a far passare contenuti erronei, e più si cresce e più si perdono molte utili prassi comportamentali. Per ricordarle, non faccio altro che scriverle dove potranno essere rilette. Le istruzioni sono due:

  1. ogni volta che voglio, prendo il mio Moleskine (ne uso uno classico, ma di formato medio) e scrivo il punto di riferimento1 che desidero ricordare;
  2. quando ho un attimo di tempo, rileggo dall'inizio ciò che ho scritto nel mio Moleskine, tramutandolo in azioni concrete, criteri comportamentali, ispirazioni.

In buona sostanza, il mio journal non è altro che un libro scritto e letto da me stesso. Ecco perchè ritengo che un Moleskine sia l'ideale — nella sua caratterizzazione molto oggettivata e materiale — per un uso del genere.

Consigli Utili

Ampliamenti del Moleskine

Molto utile è anche l'aggiunta di dati specifici che identifichino e permettano collegamenti, come la numerazione delle pagine e (più ovviamente) la data. Nello specifico, per numerare le pagine utilizzo un espediente piuttosto semplice: numero solo le pagine di destra; quelle a sinistra si identificano automaticamente nel retro della pagina, e le considero come "pagine frazionarie" (per esempio, il retro della pagina 2 è la pagina 2.5, e non occorre scriverla). Se devo richiamare una pagina, non faccio altro che scrivere "vedi pagina 5", "vai a pagina 3.5", e così via…

Di solito faccio anche un piccolo nodo all'estremità del segnalibro, per evitare che si sfrangi. Questo nodo, poi, rende più agevole l'uso del segnalibro stesso, che rimane in posizione senza scivolare dentro le pagine chiuse.

Merlin Mann2 consiglia di utilizzare gli angoli superiori delle pagine del moleskine come spazi per annotare "etichette" (tagging), cioè parole chiave, in modo da poter facilmente sfogliare per contenuti il nostro journal. Può essere una cosa molto utile. Io di solito faccio questo solo sulle pagine di destra — quelle, come dicevo poco prima, numerate — e specialmente per pagine particolari, come quelle contenenti informazioni di riferimento e istruzioni.

Quando e Come Scrivere?

Un global journal è globalizzato anche nelle sue modalità di scrittura. Il consiglio è di portarlo sempre con voi nel vostro go bag. Io uso una cartelletta Muji, una specie di ventiquattrore piuttosto leggera in tela nera, con vari scomparti. Qui metto sostanzialmente tutto quello che posso portare con me di default: l'agenda (anche questa Moleskine), il global journal e (ovviamente) qualche penna. Questo significa che potete scrivere ovunque? Sì e no. Io detesto scrivere in luoghi che non siano il mio ufficio, ma dipende molto da quello che sto scrivendo. Una rapida annotazione mentre state facendo una fila, per esempio, può essere un ottimo diversivo. Se invece avete un po' di tempo libero, usatelo; avendo vicino il vostro go bag potrete allungare una mano sul global journal e scrivere una pagina.

Il mio global journal è — per tutte le ragioni viste — un oggetto. Con un pizzico di fantasia può diventare un'opera d'arte, utile per riletture future. A tale proposito abbondate di pennarelli, evidenziatori e, perchè no, colla e forbici; il vostro supporto Moleskine può essere ottimo per incollare foglietti volanti, foto, e cose che avete stampato da pc.

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