
Da un punto di vista strettamente economico, il Rhodia notepad è quello che potrei definire il cult opposto al Moleskine, che infatti resta ancora un prodotto considerato piuttosto costoso (anche dai suoi sostenitori più convinti).
A parte la sua difficoltosa reperibilità in Italia (almeno, a Padova da un bel po' non ne vedo più, così come non vedo più molti prodotti stationery che mi aggradavano parecchio), il "Rhodia Notepad" è un notes a fogli zigrinati, il cui basso costo non ne inficia minimamente l'altissima qualità; ha una caratteristica copertina arancione facilmente ripiegabile a 360 gradi per facilitare la scrittura, e un logo piuttosto curioso, elegante, per certi versi misterioso nella sua semplicità retrò, che rappresenta due alberi appaiati perfettamente simmetrici (metaforicamente, i due fratelli che fondarono la ditta).
Usufruendo della rete ne ho comprati parecchi e di vari formati. Questa che vedete qui sotto è una galleria di alcuni tra i foglietti volanti che da essi ho derivato e sto derivando. Li uso per annotare tutte le mie idee. Come vedete quasi ogni foglietto reca la data, più l'orario nel quale ho finito di scriverlo (considerando anche il retro, che vedete senza data). Indipendentemente dalla data, che a volte metto e a volte no, la numerazione del file riproduce la cronologia di scrittura, anche se l'utilizzo migliore dei foglietti volanti è legato a una loro lettura totalmente casuale. Non so perchè li ho messi qui. Mi piaceva l'idea di una piccola sequenza di testi manoscritti.
Addendum — Il Rhodia Notepad è anche la principale struttura che utilizzo per una particolare forma di componimento (chiamiamolo) poetico, che ho intitolato [rhodiapoetry] Stub, e che caratterizza appunto un abbozzo, una cosa scritta per essere revisionata, ma che revisionata non sarà. Una piccola selezione di cose tipo questa la trovate su Digital Moleskine, il mio tumblelog ospitato in http://filippoalbertin.tumblr.com. Scartabellate!





