Sull'hacker

Partiamo dall'inizio. Cos'è un hacker? Molti di voi penseranno che l'hacker è quel cattivo ragazzaccio esperto di computer che si rende responsabile di accessi in banche dati, violazione di privacy digitale e diffusione di infezioni in codice binario. A parte quel "cattivo", che andrebbe precisato, per molti versi è esattamente così. Ma in origine il termine non ha niente di spregiativo.
Un hacker è semplicemente un appassionato, non necessariamente di computer. Si può essere hacker relativamente a una miriade di attività e tematiche, dal giardinaggio ai francobolli.
Il fatto che l'hacking sia diventato sinonimo di esperienza appassionata di tecnologie informatiche e sistemi di programmazione è banalmente un dato di fatto. Gli appassionati, in questo ambito, avevano una visibilità particolare, specie in America, e caratteristiche altrettanto specifiche. Una passione che andrebbe studiata nel dettaglio.
Stile dell'hacker
Il giornalista scientifico Danny O'Brien è stato il primo a interessarsi in modo specifico al mondo dei grandi appassionati di computer. L'intento era di capire come facessero a gestire in modo ottimale i loro numerosissimi progetti paralleli, senza peraltro tralasciare gli interessi personali e il divertimento. Semplice disciplina? Perfetta conoscenza delle tecniche di time management? Naturale predisposizione all'iperattività? Forse un mix di tutte queste caratteristiche, certo. Ma la risposta vera è un'altra, e ha senza alcun dubbio a che vedere con una passione inserita perfettamente in una tipologia psicologica sinergica alla passione stessa.
Un hacker — inteso come hacker informatico — è un personaggio che per sua natura assomma tre tipologie psicologiche molto precise: il formalizzatore, il risolutore e l'inventore. Il suo pensiero è matematico, e dunque portato a schematizzare la realtà in schemi essenziali. Il suo mestiere è legato alla risoluzione di problemi legati al funzionamento concreto di software; egli è dunque chiamato a far funzionare le cose (i listati di programmazione) senza doverle ricostruire da capo. Per correggere le cose si abitua a trovare, in mancanza d'altro, soluzioni che siano estremamente creative e innovative. Ma la cosa più importante è che un hacker rimane esattamente ciò che dice di essere: un appassionato, una persona che le cose le mette in moto perchè le ama.
Questo atteggiamento, per l'attitudine a considerare tutta la realtà come un gigantesco listato di idee codificate, che uniscono pensiero (software) e materia (hardware), si estende all'organizzazione personale, alla vita relazionale e ludica, e insomma a tutto… Per riassumere diremmo che l'hacker implementa un bizzarro mix di passione, scienza e creatività applicate a ogni dettaglio dell'esistenza! E per questo O'Brien definisce la "tipica soluzione" dell'hacker relativamente al dato problema come un life hack, una trovata, un consiglio efficace, una dritta, una procedura, un minuscolo meccanismo. Nasce così il concetto di lifehacking.
Idee fondamentali del lifehacking
Non esistono idee idiote e idee intelligenti. Esistono idee che funzionano e idee che non funzionano.
L'atteggiamento creativo si deve applicare a tutto.
Una buona soluzione può derivare da una sequenza di miglioramenti di una cattiva soluzione.
La tecnologia non è tutto.
Il modello informatico può applicarsi a tutto, se unito a una buona dose di creatività e fantasia.
Non è detto che un problema debba essere risolto radicalmente. Così come i bachi di un programma possono essere risolti con dei piccoli listati aggiuntivi di codice, nello stesso modo un piccolo life hack ben collocato può risolvere un problema gestendolo in modo innovativo.
Il minimo delle risorse, il massimo della resa, l'aggiunta di un pizzico di estetica.
Personaggi di riferimento del lifehacking

una simpatica immagine del simpatico e prolifico Merlin Mann
Merlin Mann — (Questa è una persona veramente molto importante. Ti consiglio di leggerti tutto il possibile su di lui!) Ideatore del blog 43folders, dove troviamo un'infinità di risorse (compreso un wiki) sulla produttività personale, questo ragazzotto è un personaggio fantastico. Caratterizzato dalla tipica sobrietà bizzarra dell'hacker, capace di spaziare dal Mac all'indie rock, dai sistemi organizzativi alla fotografia, passando attraverso la passione per la scrittura su carta, propone al suo pubblico numerose occasioni di riflessione sulle "piccole cose in grado di migliorarci", ed è anche protagonista di un podcast chiamato The Merlin Show.
David Allen — Più che un hacker, Allen è l'inventore del sistema organizzativo denominato Getting This Done, abbreviato in GTD, strmento divenuto autentico concetto di culto tra gli hacker. Il libro di Allen è stato recentemente tradotto in Italia.
Gina Trapani — Programmatrice e autrice di un importante libro in materia, oltre che di un sito altrettanto famoso.
Per andare nel concreto
Idee di lifehacking — Articolo dove espongo alcune trovate.
My GTD SuperNinja System — Articolo dove trovate sia Merlin che David.





